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Aria

La qualità dell’aria nel Vicentino

Se l’aria è buona oggi e domani, comune per comune, e le misure delle centraline ARPAV della provincia.

Qualità dell’aria

La qualità dell’aria nella provincia di Vicenza

Nel Vicentino la qualità dell’aria dipende dalla stagione. D’estate l’inquinante determinante è l’ozono, che si forma per effetto della radiazione solare e raggiunge le concentrazioni più elevate nel pomeriggio. Nei mesi freddi prevalgono le polveri sottili (PM10), che si accumulano nelle giornate di aria stabile, con vento debole e inversione termica, e si disperdono con l’ingresso di correnti più vivaci o con le precipitazioni.

Il quadro cambia sensibilmente con la quota. Sull’Altopiano di Asiago le polveri si mantengono su valori contenuti anche in pieno inverno, mentre l’ozono risulta mediamente più alto che in pianura e non diminuisce nelle ore notturne, come avviene invece nei centri di fondovalle. Sull’Altopiano la stazione di Cima Ekar, a 1.360 metri, rileva ozono e biossido di azoto.

Le concentrazioni provengono dalle centraline ARPAV della provincia: Schio, Bassano del Grappa e Vicenza Quartiere Italia, che misurano insieme ozono, polveri sottili e biossido di azoto, e Cima Ekar sull’Altopiano; altre cinque (Chiampo, Zermeghedo, Montebello, Vicenza Ferrovieri e San Felice) compaiono nel bollettino con una parte degli inquinanti. Per ogni comune vale, inquinante per inquinante, la centralina più vicina che lo misura. L’ozono è misurato ora per ora, le polveri come media del giorno; il biossido di azoto e l’indice di qualità dell’aria sono nel bollettino che ARPAV pubblica ogni mattina. L’indice è quello ufficiale ARPAV: il peggiore fra i tre inquinanti, in percentuale del proprio riferimento di legge, in cinque classi da «Buona» a «Pessima». I valori di riferimento citati sono quelli fissati dalla normativa: 50 µg/m³ come media giornaliera per le polveri sottili, 120 µg/m³ come media di otto ore per l’ozono.

Dal 1° ottobre al 30 aprile ARPAV emette anche il livello di allerta per le polveri sottili, da cui dipendono le misure antismog dei Comuni, il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Il livello è verde in assenza di accumulo, diventa arancione dopo quattro giorni consecutivi, misurati e previsti, oltre il limite giornaliero di 50 µg/m³ e rosso dopo dieci. Ogni Comune è associato a un’area, quella di Schio, di Bassano del Grappa, di Vicenza o di Cinto Euganeo, mentre i Comuni montani come Asiago sono esclusi dal bollettino. Le misure — limitazioni al traffico e al riscaldamento, divieti di combustione all’aperto — le stabilisce ogni Comune con una propria ordinanza, in vigore dal giorno successivo all’emissione del bollettino.

L’andamento delle prossime ore parte dall’ultima misura della centralina e la prolunga con la tendenza del modello europeo Copernicus. La previsione per la giornata in corso e i due giorni successivi è elaborata da ARPAV su una griglia di quattro chilometri.

I pollini sono rilevati dalla stazione di Vicenza della rete nazionale POLLnet, che conta ogni giorno trentasette famiglie allergeniche; il confronto con le stagioni dal 2012 colloca le concentrazioni correnti rispetto agli anni precedenti.