L’incendio di Malo del 1° ottobre 2026: dove è andato il fumo, e perché
Il fumo nero del deposito in fiamme a Malo si è visto da Thiene e da Vicenza. Nel pomeriggio è andato verso Schio, la sera verso sud-est, mentre le centraline dell’aria non mostravano salti rispetto ai giorni precedenti. Lo spiega il ciclo delle brezze fra pianura e montagna, misurato a Malo nei giorni seguenti con lo stesso tempo.

Giovedì 1° ottobre, intorno alle 14:00, è scoppiato un incendio in un capannone della ditta Nuova Deroma, in via Pasubio a Malo, usato come deposito di vasi in plastica e imballaggi. Per ore una colonna di fumo nero si è vista a chilometri di distanza, e i Comuni della zona hanno chiesto di tenere chiuse porte e finestre. Il fumo non è andato sempre nella stessa direzione. E mentre vicino allo stabilimento i campioni d’aria trovavano le tracce della combustione, le centraline fisse di Schio, Vicenza e Bassano sono rimaste sui valori dei giorni prima. Il vento e le temperature misurati da ARPAV aiutano a capire perché.
Un fumo caldo, spinto verso l’alto
L’aria scaldata da un incendio è più leggera di quella che la circonda e sale, come in una mongolfiera, portando con sé il fumo. Il 1° ottobre il cielo era velato solo da nubi alte e il sole scaldava il terreno. Secondo il centro meteorologico ARPAV di Teolo l’atmosfera era moderatamente instabile, cioè l’aria vicino al suolo tendeva a salire e a rimescolarsi. I venti erano variabili e il fumo aveva una forte spinta verso l’alto, che secondo l’agenzia ha favorito la sua dispersione su un ampio settore della provincia di Vicenza.
Nelle prime ore l’incendio ha anche richiamato molta aria dai dintorni, come un camino: al suolo l’aria correva verso il fuoco, mentre il fumo saliva. Alle 16:00, in via Montello, accanto allo stabilimento, l’analisi del campione d’aria raccolto dai Vigili del fuoco non ha rilevato sostanze inquinanti: ARPAV lo riconduce proprio a questo «effetto camino» della fase iniziale. I tecnici dell’agenzia erano sul posto dalle 14:45.

Dalla stazione meteo di Thiene, 7,3 km a nord-est, la colonna è entrata al bordo sinistro dell’inquadratura della webcam rivolta a ovest fra le 14:00 e le 14:20: una massa scura che si allunga verso nord-ovest, in direzione di Schio. Anche i satelliti hanno visto l’incendio: i sensori di tre satelliti americani, che misurano il calore emesso dal suolo, lo hanno registrato ai passaggi delle 14:19, delle 15:06 e delle 16:22.

Di giorno verso i monti, di notte verso la pianura
Nelle giornate di bel tempo, ai piedi delle montagne, il vento cambia verso due volte al giorno. Di giorno il sole scalda i versanti delle Prealpi, e l’aria a contatto con essi diventa più calda di quella che sta alla stessa quota sopra la pianura: l’aria calda risale i pendii e dalla pianura ne arriva altra a prenderne il posto. Nasce così una brezza leggera che soffia dalla pianura verso i monti, qui da sud-est verso nord-ovest. Dopo il tramonto i versanti si raffreddano in fretta, e l’aria fredda, più pesante, scende lungo le valli verso la pianura: la brezza si gira e arriva da nord-ovest. È un fenomeno descritto sui rilievi di ogni dimensione, dalle colline alle Alpi (rassegna di Zardi e Whiteman, 2013).
Il 1° ottobre, scrive ARPAV, nelle ore del pomeriggio la «direzione prevalente del vento» era «verso nord-nord-ovest»: per questo l’agenzia ha preso a riferimento la centralina dell’aria di Schio, che sta in quella direzione, a 6,5 km. Alle 22:00, nel campione di via Canova, l’agenzia descrive invece il fumo che ricadeva «sottovento verso sud-est».
Il ciclo delle brezze tende a ripetersi finché il tempo resta stabile. In quei giorni lo è rimasto: a Thiene, dal 26 settembre al 3 ottobre, nessuna pioggia e massime fra 24,2 e 26,1 °C. Le misure del 2 e del 3 ottobre illustrano questo alternarsi nelle giornate successive all’incendio.
Il 2 e il 3 ottobre l’anemometro ARPAV di Malo, 4,3 km a est dello stabilimento, ha registrato aria da sud-est nell’83 per cento delle letture fra le 13 e le 18, a 8,6 km/h in media. Di notte, fra le 21 e le 7, l’aria è venuta da nord-ovest nel 94 per cento delle letture, a 5,4 km/h. In entrambi i giorni i due cambi sono arrivati alle 11 e alle 19. L’anemometro misura però il vento a 10 metri dal suolo: il fumo salito più in alto poteva muoversi con venti diversi, e per quel giorno ARPAV parla di «venti variabili».
Dal tardo pomeriggio il fumo ricade vicino allo stabilimento
Dal tardo pomeriggio del 1° ottobre, riferisce ARPAV, il fumo ha cominciato a ricadere nelle zone vicine allo stabilimento. Nei giorni seguenti, a quell’ora, soffiava ancora la brezza dalla pianura. Alle 17:45, in via dell’Astronomia, fra 0,5 e 0,8 km a nord-nord-ovest dello stabilimento, cioè sottovento a quella brezza, il campione conteneva sostanze tipiche della combustione, con una concentrazione elevata di toluene. Alle 18:15, in via Milano, presso l’istituto Ciscato, a circa 180 metri, solo toluene, in quantità limitata.
Dopo il tramonto cambia anche il modo in cui l’aria si muove in verticale. Il terreno si raffredda e raffredda l’aria che lo tocca: in basso si forma uno strato più freddo di quello che sta sopra, una situazione chiamata inversione termica. L’aria fredda e pesante del fondo non sale più, e ciò che si trova vicino al suolo vi resta.
Anche questo si vede nelle misure. Di solito, salendo di quota, l’aria si raffredda: il 2 e il 3 ottobre alle 15 Malo, a 98 metri, era rispettivamente 3,2 e 2,5 gradi più calda della stazione ARPAV del Monte Summano, a 597 metri sul versante sopra Piovene Rocchette. Alle 5 del mattino la differenza era scesa a 0,4 gradi, e il 3 ottobre si era rovesciata: il Summano era più caldo di Malo di 0,8 gradi. Vuol dire che di notte l’aria vicino al suolo, in pianura, era fredda quanto quella 499 metri più in alto, o più fredda: è l’inversione termica.
Alle 22:00, in via Canova, con il fumo che ricadeva «sottovento verso sud-est», il campione conteneva toluene e stirene. Sono composti organici che si liberano nella combustione e che ARPAV usa come traccianti d’incendio, cioè come segni del passaggio del fumo. Nella tarda serata l’incendio era sotto controllo.
Le misure dell’anemometro di Malo fra l’una e le sette del 2 ottobre danno aria da nord-ovest, cioè la brezza notturna, nel 92 per cento delle letture, a 5,1 km/h. All’alba l’incendio era spento e, secondo la Prefettura, la nube di fumo si era dispersa.
Che cosa hanno misurato le centraline dell’aria
Le centraline fisse di ARPAV misurano l’aria nel punto in cui si trovano, ora per ora. Nelle prime ore il fumo, spinto dal calore, è salito in alto; dal tardo pomeriggio è ricaduto nelle zone vicine allo stabilimento. Le centraline più vicine sono a Schio, a 6,5 km, e a Vicenza, a circa 15 km. ARPAV ha riferito che a Schio polveri, biossido di azoto (un gas che si forma nelle combustioni) e composti organici volatili (sostanze che evaporano facilmente, come benzene e toluene) erano in linea con i giorni precedenti. Le altre centraline della provincia, secondo l’agenzia, non mostravano valori anomali. I dati orari pubblicati dall’agenzia, nella tabella, confermano il quadro, con due piccoli scarti a Vicenza San Felice.
| Centralina | Polveri PM10, media del giorno | Benzene, massimo dalle 14 alle 24 |
|---|---|---|
| Schio6,5 km | 21 µg/m³settimana prima 13-22 | 0,3 µg/m³settimana prima 0,3-0,7 |
| Vicenza, San Felicein città | 29 µg/m³settimana prima 15-28 | 1,5 µg/m³settimana prima 0,9-1,4 |
| Vicenza, Quartiere Italia15,2 km | 28 µg/m³settimana prima 16-29 | non misurato |
| Bassano del Grappa27,5 km | 25 µg/m³settimana prima 11-25 | non misurato |
Dati delle centraline ARPAV, in microgrammi (milionesimi di grammo) per metro cubo d’aria (µg/m³). «Settimana prima»: il valore più basso e il più alto fra il 24 e il 30 settembre; per il benzene, nelle stesse ore dalle 14 alle 24. Le polveri si misurano come media del giorno. Distanze in linea d’aria dallo stabilimento; per Vicenza San Felice la distanza non è indicata perché la posizione esatta della centralina non compare nei dati ARPAV consultati.
Il benzene è un composto che si libera nelle combustioni, anche nei motori delle auto. A Schio è rimasto a 0,3 µg/m³ in tutte le ore dopo l’inizio dell’incendio: è il valore che quella centralina registra quasi sempre, nel 99 per cento delle ore della settimana precedente. A Vicenza San Felice, nelle stesse ore, ha toccato 1,5 µg/m³, appena sopra il massimo della settimana prima (1,4); il giorno dopo, a incendio spento, è arrivato a 1,8. Una differenza così piccola, superata il giorno seguente senza fumo, non si distingue dalle variazioni normali.
Le polveri sottili (PM10), cioè le particelle più piccole di un centesimo di millimetro, si misurano come media del giorno: un passaggio di fumo di poche ore vi pesa poco. Il 1° ottobre la media è stata fra 21 e 29 µg/m³ in tutte le centraline, sotto il limite di legge di 50 per la media giornaliera. A Schio, a Vicenza Quartiere Italia e a Bassano i valori sono rimasti dentro quelli della settimana prima. A Vicenza San Felice il 1° ottobre ha dato 29, contro un massimo di 28 nei sette giorni precedenti, e il giorno dopo, a incendio spento, 30: anche qui uno scarto minimo, superato il giorno dopo senza fumo.
Questo non dice nulla dell’aria vicino allo stabilimento, dove i campioni hanno trovato le tracce del fumo. Dice che, nei punti dove si trovano le centraline, il fumo non è arrivato al suolo in quantità distinguibili dai giorni normali.
Le valutazioni sulla salute spettano alle autorità sanitarie. Su indicazione della Prefettura, i sindaci hanno chiesto di tenere chiuse porte e finestre e di evitare le uscite non indispensabili; a Malo il 2 ottobre sono rimaste chiuse, per ordinanza del sindaco, 3 scuole del centro. Lo stesso giorno, dopo la comunicazione di ARPAV sui dati delle centraline, l’azienda sanitaria ha comunicato al centro di coordinamento dei soccorsi della Prefettura l’assenza di rischi per la salute, e la fase di emergenza si è chiusa. ARPAV ha scritto di proseguire la valutazione dei dati insieme al Comune di Malo e all’azienda sanitaria.
Restano da conoscere gli esiti dei campionamenti eseguiti nei punti 2 e 4, via dell’Astronomia e via Canova, per diossine e furani: sostanze che si formano in alcune combustioni. ARPAV li ha annunciati «nei prossimi giorni».
Fonti e periodo dei dati
Le fotografie ARPAV provengono dal comunicato del 2 ottobre 2026. Le condizioni d’uso dell’agenzia le rendono disponibili, salvo diversa indicazione, con licenza CC BY 4.0.
- Vigili del fuoco, «Violento incendio nella zona industriale di Malo», 2 ottobre 2026: ora d’inizio dell’incendio.
- ARPAV, «Incendio Nuova Deroma a Malo (VI). Aggiornamento sui monitoraggi ambientali e primi esiti», comunicato del 2 ottobre 2026: condizioni dell’atmosfera secondo il centro meteorologico di Teolo, direzione del fumo, campioni d’aria, centraline, diossine e furani.
- Agenzia ANSA, «Domato l’incendio alla Deroma di Malo», 2 ottobre 2026: comunicato della Prefettura di Vicenza su ordinanze e dispersione della nube.
- Il Gazzettino, «Incendio Deroma, dopo ventiquattro ore il rogo è domato. Prosegue la bonifica, chiuse tre scuole. I dati sull’aria», 1° ottobre 2026, aggiornato il 2 ottobre: scuole chiuse a Malo, fine della fase di emergenza.
- Il Giornale di Vicenza, cronaca in aggiornamento del 1° e 2 ottobre 2026: ordinanza del sindaco di Malo sulla chiusura delle scuole del centro.
- ARPAV, dati meteorologici in tempo reale, letti il 4 ottobre 2026: vento e temperatura a Malo, temperatura al Monte Summano, dal 2 al 4 ottobre; dati provvisori.
- ARPAV, dati della qualità dell’aria, letti il 4 ottobre 2026: PM10 e benzene dal 24 settembre al 2 ottobre a Schio, Vicenza e Bassano del Grappa.
- Agenzia spaziale americana (NASA), sistema FIRMS, che pubblica i rilevamenti degli incendi da satellite: passaggi dei satelliti NOAA-20, NOAA-21 e Aqua, letti il 4 ottobre 2026.
- OpenStreetMap, geometrie delle strade di Malo lette il 4 ottobre 2026: posizione di via dell’Astronomia e dell’istituto Ciscato rispetto allo stabilimento.
- Stazione meteo di Thiene: pioggia e temperature dal 26 settembre al 3 ottobre; fotogrammi della webcam ovest del 1° ottobre.
- D. Zardi e C. D. Whiteman, «Diurnal Mountain Wind Systems», in «Mountain Weather Research and Forecasting», Springer, 2013: le brezze fra pianura e montagna.
- Decreto legislativo 155/2010, allegato XI: limite giornaliero del PM10.
Contenuto informativo, non un bollettino ufficiale. I numeri si riferiscono alla data di pubblicazione e non si aggiornano.