Nebbia in pianura e sole ad Asiago: quando può succedere
L’aria fredda può ristagnare nei bassi strati sotto una copertura di nebbia, mentre le cime emergono al sole. Ma salire non garantisce di uscire dalle nuvole, e i dati che servono per capirlo non sono quelli che si guardano di solito.
In alcune giornate invernali Thiene resta grigia e fredda mentre ad Asiago o sulle cime dell’Altopiano splende il sole. Non è una contraddizione della previsione: può essere l’effetto di uno strato di aria fredda e umida rimasto intrappolato vicino al suolo, con aria più mite e asciutta sopra.
Quando la temperatura aumenta salendo
Di solito la temperatura diminuisce con la quota. Durante una notte serena e poco ventosa, però, il terreno perde calore rapidamente e raffredda l’aria a contatto con il suolo. Quest’aria diventa più pesante, scende lungo i pendii e si raccoglie nei punti bassi. Per qualche centinaio di metri può quindi accadere il contrario del solito: in basso fa più freddo, sopra fa più mite. Questo rovesciamento si chiama inversione termica.
Le conche favoriscono il ristagno perché l’aria fredda fatica a uscire. Anche l’Altopiano di Asiago può avere inversioni interne: nelle notti calme la piana può risultare più fredda delle stazioni poste sui rilievi circostanti. Per questo la pagina Meteo Altopiano raccoglie Asiago e le stazioni in quota, fra cui Marcesina, Cima Dodici e Monte Verena, invece di rappresentare tutto il territorio con un solo numero.
Come si formano nebbia e nubi basse
L’aria contiene sempre una certa quantità di vapore acqueo. Raffreddandosi può arrivare al punto in cui parte di quel vapore condensa in minuscole gocce. Se accade vicino al terreno si forma la nebbia. Lo stesso strato, visto da una cima che lo supera, appare come un mare di nubi: da sotto è nebbia, da sopra se ne vede la sommità.
L’inversione funziona come un coperchio: limita il ricambio verticale e può mantenere freddo e umidità nei bassi strati per molte ore. Il sole scalda le cime esposte, ma in inverno può non riuscire a raggiungere il fondovalle con energia sufficiente a dissolvere lo strato. Un aumento del vento o l’arrivo di aria diversa possono invece mescolarlo e far cambiare la situazione rapidamente.
Come leggere i dati di AVMeteo
Il primo indizio viene dal confronto fra luoghi a quote diverse. Sulla pagina dell’Altopiano la sezione «Quanto cambia la temperatura salendo sull’Altopiano» fa il confronto: mette in fila le stazioni ARPAV dell’Altopiano che stanno rispondendo, dalla più alta alla più bassa, e calcola quanti gradi si perdono ogni 100 metri. Se la stazione più alta è più calda della più bassa, la pagina scrive «Inversione termica». È un confronto fra misure, non un modello.
Il confronto delle temperature dice che c’è un’inversione, non che c’è nebbia. Le immagini satellitari della pagina Radar coprono l’Europa nell’infrarosso e aiutano a seguire una perturbazione estesa, ma la nebbia bassa spesso si distingue male: la sua sommità può avere una temperatura simile al terreno e i due segnali si confondono. Le due webcam di AVMeteo stanno entrambe a Thiene, ma sono puntate sui rilievi: Piccole Dolomiti a ovest e Altopiano di Asiago a nord-est. Se una cresta emerge dal grigio, lungo quel puntamento lo strato finisce sotto la cima. È un’occhiata, non una misura: vale solo di giorno, da un punto solo, e non dice a quale quota finisca lo strato. AVMeteo non pubblica quella quota, perché nessun dato pubblico del sito la misura o la stima.
Perché lo zero termico non risponde alla domanda
Lo zero termico indica la quota alla quale la temperatura dell’aria raggiunge 0 °C. È utile per collocare gelo e possibile neve, ma non misura l’altezza della nebbia. In una giornata d’inversione può trovarsi ben sopra le cime mentre la pianura resta fredda e coperta; in un’altra può essere basso con cielo limpido. Sono grandezze diverse e la pagina Montagna le tiene separate. Con un’inversione forte la temperatura può attraversare gli 0 °C più di una volta salendo: il valore unico mostrato dal modello semplifica quel profilo, non dice quale attraversamento stia mostrando e in queste giornate va letto con prudenza.
Tre situazioni che sembrano uguali ma non lo sono
- Nebbia solo in pianura. Le cime emergono dallo strato e il confronto delle temperature mostra aria più fredda in basso.
- Nubi che avvolgono anche l’Altopiano. Salire non porta sopra lo strato: visibilità e condizioni possono restare peggiori che in pianura.
- Inversione senza nebbia. La temperatura aumenta con la quota, ma l’aria in basso non è abbastanza umida da condensare.
Una verifica prima di partire
Il profilo termico dell’Altopiano permette di capire se l’aria è più fredda nella conca o sulle cime; il vento misurato dalle stazioni dice se in quel momento l’aria si sta muovendo o è quasi ferma. Con vento debole lo strato tende a restare dov’è. Nessuno dei due garantisce sole o visibilità lungo un itinerario, e AVMeteo non misura dove finiscono le nubi. Per viabilità, ghiaccio, neve e sicurezza in montagna restano necessari i bollettini e le informazioni ufficiali aggiornate.